Sono appena tornata da Bellagio...è stata una giornata tanto piovosa quanto entusiasmante e ricca di sapori, di risate e di calore...già, sono tornata a mangiare il vero Toc di Bellagio, rigorosamente fatto in casa con la stessa cura e la stessa pazienza di una volta!
Probabilmente molti di voi si chiederanno di cosa si tratta...è un'antica specialità di Bellagio ma in effetti è un piatto poco conosciuto per chi non abita da quelle parti, ma è assolutamente da provare!
Vi spiego cos'è....innanzitutto si chiama Toc perchè SI TOCCA, cioè si mangia con le mani...l'è el so bell!
Un tempo si preparava nelle occasioni speciali, quando si riuniva la famiglia attorno al paiolo per discutere o semplicemente per ritrovarsi e festeggiare qualche evento particolare. Questo "rito" è rimasto, infatti non si mangia seduti ad un tavolo ma attorno ad un paiolo...e magari vicino ad un camino a fuoco vivo...che atmosfera meravigliosa!
Dal momento che richiede una particolare preparazione con dei tempi abbastanza lunghi, non pensate di andare a Bellagio e mangiarlo in qualsiasi ristorante...il Toc va prenotato in anticipo e solitamente lo si fa per un gruppo di persone.
Gli ingredienti...carlon, buter e furmai (farina gialla, burro e formaggio)...meglio non sapere le dosi e meglio mangiarlo senza pensare troppo alla dieta!
Questi ingredienti vengono amalgamati nel culdireu (paiolo) con un rodec (bastone di legno) secondo una certa procedura, si aggiungono poco a poco...si mescola...si mescola...si mescola...per almeno 3 ore!
Alla fine quello che si ottiene è questo:
...come vi dicevo prima, si mangia con le mani. L'unico strumento che avete è un cugiàa de legn (cucchiaio di legno) che va usato per attingere direttamente culdireu dove viene cucinato, poi lo si prendete a tocchetti con la mano e lo si porta alla bocca...vi assicuro che non vi sporca le mani e non unge!
Ovviamente lo si mangia accompagnandolo ad altre specialità: i missultit (gli agoni, pesce di lago, salati, messi ad essicare al sole, pressati ed infine cucinati alla griglia), la galina fregia (la gallina lessa) e vari salumi nostrani.
...ma non è finta qui...ci vorrebbe proprio un bel digestivo...


...il ragel!...ed infine non può mancare il dessert! La cuoca ci ha preparato una deliziosa miascia (una specie di torta fatta con farina gialla, uva passa, frutta secca, mele e pere), ma vi consiglio di provare anche il pan mein (dolcetti di farina bianca e gialla, uova, burro, latte e fiori di sambuco) oppure il paradel (frittelline di farina bianca, latte e zucchero).











...bellissima, anche se forse abbiamo scelto il momento meno adatto visto che stavano rinnovando il centro della città e c'erano scavi e cantieri ovunque. Ma questo non ci ha fermati e forse ci ha permesso di mostrarci la parte più vera e autentica della città: la gente al lavoro e le non poche difficoltà per rendere vivibile la città a turisti e cittadini.













...è davvero un gioiellino...e forse è troppo perfetta per essere vera!





Ecco cosa vi serve:


Nel parco scorre l'Oulankajoki, un imponente fiume che forma un susseguirsi di rapide su rocce di granito rosso (Kiutaköngäs). Il Karhunkierros (sentiero dell'Orso) è il lungo itinerario che permette di percorrere tutto il parco.
...qui siamo a Juuma...ma ponti sospesi (e anche un pò dondolanti!) come questi si trovano un pò in tutti i parchi...
Ovviamente non è mancata una tappa a Rovaniemi-Napapiri...il villaggio di Babbo Natale era in parte chiuso (è aperto da metà novembre a metà agosto) ma ci è parso subito chiaro che si tratta della zona più commerciale della Finlandia...i turisti sono concentrati tutti lì!

...queste sono splendide saune in una zona di splendidi cottage...


La seconda F sta per...
Vi lascio indovinare...a presto!


